Post più vecchio Post più recente

La responsabilità associativa

Succede che l’esponente di un gruppo esprima un contenuto. Che il contenuto sia criticato e che la critica investa il gruppo. Una reazione difensiva del gruppo, ma non del contenuto, dice che il gruppo non è riducibile a quel contenuto, esprime anche altri contenuti. Nel gruppo ci sono molte differenze, il gruppo è vario e composito, se lo si osserva meglio si vede che al suo interno esprime pure i contenuti che possono piacere ai critici.

A sinistra succede spesso da molto tempo. Negli anni ‘80 a chi affermava che il PSI non era più un partito di sinistra, si rispondeva che il PSI non era riducibile a Bettino Craxi, per quanto il segretario del partito fosse importante. Rimanevano le correnti. C’era Riccardo Lombardi. Soprattutto c’era la base socialista, che rimaneva di sinistra. Anche la DC non era riducibile ai suoi leader ritenuti più negativi, il Fanfani contro il divorzio, l’Andreotti colluso con la mafia o il Gava con la camorra, il Forlani del Caf. La DC era un grande partito di massa, aveva una sua sinistra interna, personalità moralmente prestigiose, Aldo Moro, Benigno Zaccagnini, Tina Anselmi, Mino Martinazzoli. La differenziazione funziona, oltre che sul piano politico, sul piano morale: in quel partito non sono tutti ladri, non sono tutti mafiosi, vi sono anche le persone oneste. 

Lo schema difensivo del pluralismo poteva applicarsi persino al PCI e lo si è applicato soprattutto ai suoi eredi, man mano che il soggetto politico derivato si è conformato al modello del partito pigliatutto. Modello che si caratterizza per una drastica riduzione del bagaglio ideologico; minor accentuazione del riferimento a una specifica classe sociale per reclutare elettori tra la popolazione in genere; assicurazione dell'accesso a diversi gruppi di interesse, la scelta di temi consensuali che trovano ampio consenso nella popolazione. Se il PCI era il partito dei lavoratori, il PD è un partito dei cittadini che vuole rappresentare le famiglie e le imprese, al suo interno si possono trovare imprenditori e sindacalisti, fautori della «flessibilità» e difensori del lavoro a tempo intedeterminato. A chi dice che il PD è ormai un partito di centro o persino di destra, si possono mostrare Gianni Cuperlo o Pippo Civati. 

In campagna elettorale, Lorella Zanardo candidata della Lista Tsipras ha attaccato il PD, per dire che non è il partito che difende le donne, perchè ha ricandidato gli europarlamentari i quali con il loro voto hanno contribuito in modo determinante ad affossare il rapporto Estrela per il diritto all'aborto sicuro e legale. Marina Terragni le ha risposto duramente che il PD sull’aborto ha un’altra posizione, che molte amiche e compagne condividono il rapporto Estrela e lottano per difendere la 194. Tutte e due hanno ragione. Il PD è a favore dell’aborto, ma non esclude che suoi esponenti possano esprimere una posizione contraria, anche in modo determinante. In tal modo, sia i favorevoli sia i contrari, ma pure quelli che ci riflettono con posizioni più incerte o complesse, possono trovare nel PD i propri punti di riferimento. Lo stesso partito ha una offerta per tutti. Offerte che convivono senza confrontarsi davvero, perchè il confronto è rischio di rottura, e producono quindi sintesi disgiuntive. La stessa Lista Tsipras ha involontariamente messo in campo una offerta multipla di femminismo e postfemminismo con Lorella Zanardo e l’area sostenitrice di Paola Bacchiddu. Una volta si diceva che le differenze sono una ricchezza. In effetti, possono servire per fare un bottino elettorale più ricco.

La differenze interne sono usate come scudo anche da gruppi minori e collettivi informali, spesso come se fosse un modo di essere assolutamente speciale ed originale. Quando due anni fa, fu chiesto cosa potesse c'entrare con un collettivo come Femminismo a sud, la diffusione del diario di una masochista dalla pagina del collettivo, la risposta fu che il collettivo era vario e composito, non aveva leader e gerarchie e la sua pagina, attraverso cui divulgava i contenuti del diario, non era da confondere con il collettivo. Più di recente, a proposito dell’interventismo di Stefano Ciccone in difesa della condotta di Maschile Plurale nella gestione di un caso di violenza che coinvolge un suo membro, si è detto che MP è una realtà varia e composita, che presenta posizioni anche diverse da quelle del suo rappresentante più noto. A proposito della tolleranza di un articolo che normalizza e giustifica il femminicidio, insultando le donne, sembra che pure la bacheca di MP sia da distinguere da MP. Non bisogna fare l’errore di giudicare, di ridurre il giudizio ad un dato comportamento, di vedere le cose in bianco e nero, di non cogliere le sfumature, etc

Da gruppi e associazioni, piccole o grandi, l'aspettativa è si, che adottino democrazia interna e pluralismo, magari in modo trasparente, affinché le differenze possano confrontarsi liberamente e alla luce del sole, per poi però giungere ad un orientamento unitario o almeno maggioritario. Un’associazione si giustifica se interviene ed agisce come tale. Le differenze di per sè non richiedono di associarsi. Se ci si associa vuol dire che esistono motivi unificanti più importanti delle differenze, motivi discriminanti. Ogni volta che una associazione dice: su questo tema la pensiamo in modo differente tra noi; dice implicitamente: questo tema è di secondaria importanza per noi.

Enfatizzare le differenze quando piovono le critiche è un espediente per svincolarsi dalla responsabilità associativa. Ma non basta la differenza. E’ insufficiente essere onesti, di sinistra, femministi, antirazzisti, non violenti. Bisogna render conto del fatto che si convive, ci si associa con i disonesti, con quelli che sono di destra, con i maschilisti, con i razzisti, con i violenti. Per molti anni i comunisti hanno dovuto render conto di quel che succedeva in Russia o in Cina. Quando si condividono nomi, simboli, bandiere, striscioni, con persone o personali politici poco affidabili non basta dire «io non c'entro, sono diverso».

Leave a Reply

Powered by Blogger.
© 2010 Massimo Lizzi Suffusion theme by Sayontan Sinha. Converted by tmwwtw for LiteThemes.com.